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Disturbi Trattati
L’ansia è uno stato emotivo caratteristico e radicato nella natura umana. Una normale reazione d’allarme o ansia fisiologica implica un’attivazione generalizzata delle risorse individuali diretta contro uno stimolo ben conosciuto e reale con la funzione di aiutare la persona ad affrontare e superare le difficoltà che si trova davanti.
Queste sensazioni si presentano sia sul piano psichico che su quello fisico con manifestazioni molto varie. Sul piano psichico le manifestazioni cognitive più frequenti sono il sentirsi nervoso o sul filo del rasoio, avere risposte esagerate di allarme, incapacità a rilassarsi, difficoltà di addormentamento, irritabilità, atteggiamento apprensivo, paura di morire, di perdere il controllo o di non riuscire ad affrontare le situazioni. Le manifestazioni fisiche più frequenti sono invece la sensazione di soffocamento, palpitazioni, sudorazione, bocca asciutta, vertigini o sensazione di sbandamento, nausea, diarrea o altri disturbi addominali, vampate di calore o brividi, “nodo alla gola”, tremori, tensioni o dolenzia muscolare, affaticabilità ed irrequitezza.
Questi sintomi vengono spesso associati ad elementi relazionali negativi attuali o pregressi, difficoltà lavorative, esami scolastici, difficoltà coniugali, lutti o separazioni.
Tuttavia, esistono due condizioni in cui l’ansia diventa patologica. La prima è quando la risposta ansiosa è esagerata e disfunzionale rispetto agli stimoli che l’hanno indotta e l’individuo ne è consapevole. Lo stato ansioso si manifesta in maniera costante, disturbando il paziente durante tutto l’arco della giornata con i sintomi già descritti, non gestibile con il ragionamento nonostante il paziente riconosca la natura esagerata della sua reazione.
La seconda è quando lo stato ansioso compare in assenza di uno stimolo scatenante, acutamente ed caratterizzato da dispnea e sensazione di soffocamento, sintomi neurovegetativi, sensazione di sbandamento, paura di morire o di perdere il controllo. Questi fenomeni sono generalmente ricorrenti, di breve durata, e possono essere inattesi o situazionali, cioè scatenate da stimoli o situazioni.
Se volete sentire l’intervento sull’ansia della Dott.sa Daccò e della Dott.sa Caldirola ad Espansione Tv cliccate qui
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Ogni persona sperimenta delle oscillazioni nel tono dell’umore, come per esempio passare dalla gioia alla tristezza, ed in genere ciò succede per reazione ad eventi esterni. Queste fluttuazioni sono fisiologiche e favoriscono l’adattamento dell’individuo alle circostanze.
Quando però si alterano i meccanismi alla base di queste variazioni umorali, allora si può parlare di disturbi emotivo-affettivi.
Questi disturbi sono ampiamente diffusi nella popolazione e provocano alti livelli di sofferenza individuale.
In generale, si possono individuare due grandi categorie dei disturbi dell’umore: quelli unipolari e quelli bipolari.
I disturbi unipolari sono caratterizzati dalla presenza di un solo tono emotivo, quello depressivo, mentre quelli bipolari dall’alternanza di episodi di deflessione e alterazione dell’umore.
Disturbi Unipolari
Depressione Maggiore
La depressione è un disturbo dell’umore che può manifestarsi nel corso...
Distimia
Il disturbo distimico è caratterizzato dalla presenza, per almeno due anni...
Disturbo Depressivo Minore
La diagnosi di questo disturbo è possibile solo dopo che sia...
Disturbi Bipolari
Disturbo Bipolare
La malattia è definita dall’alternarsi di episodi di polarità diversa...
Ciclotimia
E’ caratterizzato dall’alternanza periodica di sintomi e segni dell’umore di...
L’ansia è uno stato emotivo caratteristico e radicato nella natura umana. Una normale reazione d’allarme o ansia fisiologica implica un’attivazione generalizzata delle risorse individuali diretta contro uno stimolo ben conosciuto e reale con la funzione di aiutare la persona ad affrontare e superare le difficoltà che si trova davanti.
Queste sensazioni si presentano sia sul piano psichico che su quello fisico con manifestazioni molto varie. Sul piano psichico le manifestazioni cognitive più frequenti sono il sentirsi nervoso o sul filo del rasoio, avere risposte esagerate di allarme, incapacità a rilassarsi, difficoltà di addormentamento, irritabilità, atteggiamento apprensivo, paura di morire, di perdere il controllo o di non riuscire ad affrontare le situazioni. Le manifestazioni fisiche più frequenti sono invece la sensazione di soffocamento, palpitazioni, sudorazione, bocca asciutta, vertigini o sensazione di sbandamento, nausea, diarrea o altri disturbi addominali, vampate di calore o brividi, “nodo alla gola”, tremori, tensioni o dolenzia muscolare, affaticabilità ed irrequitezza.
Questi sintomi vengono spesso associati ad elementi relazionali negativi attuali o pregressi, difficoltà lavorative, esami scolastici, difficoltà coniugali, lutti o separazioni.
Tuttavia, esistono due condizioni in cui l’ansia diventa patologica. La prima è quando la risposta ansiosa è esagerata e disfunzionale rispetto agli stimoli che l’hanno indotta e l’individuo ne è consapevole. Lo stato ansioso si manifesta in maniera costante, disturbando il paziente durante tutto l’arco della giornata con i sintomi già descritti, non gestibile con il ragionamento nonostante il paziente riconosca la natura esagerata della sua reazione.
La seconda è quando lo stato ansioso compare in assenza di uno stimolo scatenante, acutamente ed caratterizzato da dispnea e sensazione di soffocamento, sintomi neurovegetativi, sensazione di sbandamento, paura di morire o di perdere il controllo. Questi fenomeni sono generalmente ricorrenti, di breve durata, e possono essere inattesi o situazionali, cioè scatenate da stimoli o situazioni.
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